Gavi di Villa Sparina “Limited Edition”

Prima di incontrare Evangelista (per gli amici Evi) Pice, creatore di greatsmokeandgoodfood.com e artefice di una piacevolissima serata nel cooking lab di quelle Cime di Web di Francesca e Valeria, non avrei mai pensato di accendermi un sigaro a stomaco vuoto, prima di cena. Per poi continuare a fumare, con una contentezza in volto che avrebbe forse ricordato “Hannibal” di A-Team, tra un’azzannata famelica e risolutiva ad una melanzana ripiena di pesto di rucola, mozzarella e pomodorini semi-secchi e un’addentata non meno convinta ad un sognante tramezzino con prosciutto cotto alla brace, senape e brie.
Eppure è andata proprio così. E io che, avendo fumato solo un paio di sigari in tutta la mia vita, pensavo che si fumassero soltanto dopo pranzo! Dopo le presentazioni di rito mi sono lasciato convincere dal fumo rilassato di Daniele, insieme ad Andrea, e dalla gentile offerta di Evi, che mi porgeva un Por Larranaga Petit Corona, spiegandomene la provenienza cubana e istruendomi su vitolas, processi di manifattura e modalità di fumata.
Una volta tagliata la testa mi sono portato questo mareva dal profumo dolce e speziato tra le labbra e ho subito assaporato il gusto intenso del cuoio e del tabacco. I primi puff sono stati più che godibili e hanno rivelato un ottimo equilibrio tra una certa salinità mista a sentori di pepe e una nota zuccherina mai stucchevole, che poi sarebbe perdurato per tutta la fumata. Lo stesso equilibrio che ho poi riscontrato nell’assaggio del grande protagonista della serata: il Gavi di Villa Sparina “Limited Edition”, un formato magnum dal look vintage su cui campeggia l’etichetta con la bandiera italiana.

La serata


Questo vino della tradizione piemontese, prodotto interamente da uve cortese nella parte meridionale della provincia di Alessandria, come spiegato dall’aspirante sommelier Carmela Loragno, ha convinto praticamente tutti: fresco, bilanciatissimo, con sentori di fiori bianchi e note minerali che ben hanno accompagnato con viva soddisfazione e nostri sigari e antipasti (oltre a melanzane e tramezzini c’erano anche delle crudités di carota e delle schiacciatine da accompagnare con hummus di ceci e guacamole).
Il primo – delle strabilianti trofie fatte a mano da Francesca e Valeria e poi condite con sughetto di pomodorini gialli, capocollo croccante e stracciatella – è stato invece accompagnato da un Riesling Trocken, il più secco della famiglia, prodotto da Hofstätter con le uve del Weingut “Dr. Fischer”. Un vino sicuramente più deciso del precedente, in cui l’acidità, la pietra focaia e un sentore di gesso non temono di farsi notare.
Per concludere e rianimare la bocca dei piccoli cestini di pasta frolla ripieni di lemon curd, conditi con pezzetti di frutta fresca di stagione.

Domenico Saracino

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