EQUILIBRIO


Le abitudini nel mangiare, fumare un sigaro, bere un bicchiere di vino e gustare sono il risultato naturale della evoluzione della storia e del modo in cui gli uomini si collocano nel proprio contesto culturale. Consapevolmente in equilibrio fra soggettivo e oggettivo, il gusto è volto alla percezione dei sapori, ma va oltre e diviene possibilità di esprimere scelte nei confronti di oggetti e situazioni.
E’ attività emotiva in cui si legano sensazioni ad “esperienze”. Quanto scritto sopra riassume il percorso fatto negli anni, ancora troppo pochi, nel mondo del fumo lento e in tutto quanto vi orbita attorno. Si tratta di esperienza, di conoscenza acquisita mediante il contatto con la realtà a cui si fa specifico riferimento. Questa aumenta giorno per giorno, direi sigaro dopo sigaro, ma se riducessi tutto a quelle foglie di tabacco arrotolato si andrebbe incontro a uno svilimento del significato di esperienza. Nel dettaglio, come molti credo, mi sono affacciato a questo mondo per pura e forse casuale curiosità e ho deciso poi di rimanerci per pura passione. Per me è stato ed è così. Un percorso inizialmente un po’ leggero e forse superficiale che con l’età e la maturità mi ha permesso di crescere e di aumentare quella che chiamerei ora una curiosità consapevole (non più casuale): la voglia di capire a cosa mi stessi approcciando e riuscire a districarmi fra le strette maglie di quel diaframma che separa l’oggettività dalla soggettività con una grande dose di emotività. Questo è il bagaglio più grosso che mi porto dietro e lo arricchisco sempre più non solo fumando ma soprattutto studiando ed ascoltando chi ha più vita di me, esperienze e fatti da raccontare. E’ un mondo in cui sono entrato in punta di piedi chiedendo permesso cercando di non fare troppo rumore, è un mondo in cui si fa cultura e si ascolta in silenzio chi ne sa. Quando parlo di cultura non mi riferisco alla fondamentale quanto necessaria conoscenza che si acquisisce sui libri e durante i corsi ma intendo le esperienze condivise. Questo credo ci consenta di collocarci in determinati contesti, saperli affrontare e farci capire quando è il momento di portarci il sigaro alla bocca per tenerla impegnata per non dire stupidaggini. Il sigaro (qualunque esso sia) mi ha dato tutto ciò, tutto quanto abbia imparato di razionale ed irrazionale su di esso. Muovendomi fra i tecnicismi mi ha insegnato a non seguire l’attività emotiva che invece viene continuamente stimolata durante la fumata in solitaria o con amici durante l’abbinamento con una pietanza o con una bottiglia di vino, perché sono fermamente convinto che non sarà mai il sigaro memorabile, ma il momento in cui quel sigaro viene fumato e con chi perché a volte un sigaro è solo un sigaro!

TRE NUOVE GIARE PER TRE TERRE LONTANE

Si sa, il sigaro è stato sempre protagonista di decisioni importanti ed è stato sempre tenuto fra le dita di grandi leader di nazioni e paesi. A tal proposito Habanos ha lanciato tre nuove giare in collaborazione con Pacific Cigar Company (Distributore ufficiale di Habanos per Asia e Oceania), tre manufatti commemorativi per le relazioni diplomatiche tenute negli ultimi 60 anni fra Cuba da un lato e Vietnam, Cambogia* e Cina dall’altro. Ogni giara, nel numero di 1000 per paese, conterrà 25 sigari; nel dettaglio:


La commemorativa per le relazioni diplomatiche cubane-cinesi arriva con 25 Montecristo Edmundo;

La commemorativa per le relazioni diplomatiche cubane-cambogiane arriva con 25 Hoyo de Monterrey Epicure n.2;

La commemorativa per le relazioni diplomatiche cubane-vietnamite arriva con 25 Partagas D4;

Fonte dal web
*La Cambogia non è più comunista, ma una "coalizione relativamente autoritaria attraverso una democrazia superficiale" secondo Human Rights Watch. Il primo ministro Hun Sen è un ex membro dei Khmer rossi. I Khmer Rossi sono un regime comunista responsabile di milioni di morti durante il loro regno dalla metà alla fine degli anni '70

MASTERCLASS DRINK+CIGAR

La passione per i sigari, cubani prevalentemente, mi ha portato a intraprendere un percorso volto alla divulgazione della filosofia su cui si basa il mondo del fumo lento. Consapevole che il fumo nuoce gravemente alla salute e che i contenuti di questo sito sono rivolti a dei lettori maggiorenni, il cammino si svolgerà in diverse tappe e con diverse tematiche. La prima non poteva non passare dal Mojito e dal Daiquiri, due cocktails della tradizione cubana e tanto amati da E. Hemingway in abbinamento al robustos di casa Bolivar, il tanto apprezzato (ndr) Royal Coronas.

I cocktails saranno preparati dai partecipanti sotto la guida attenta del bartender che illustrerà passo dopo passo la corretta procedura da seguire per ottenere un drink perfetto.

PROGRAMMA:

Ore 20:45 Registrazione dei partecipanti;

Ore 21:00 Presentazione dei relatori;

Ore 21:15 Presentazione del sigaro;

Ore 21:30 Presentazione e preparazione dei cocktails

La masterclass è aperta a 15 partecipanti e sarà avviata al raggiungimento minimo di 10 persone e si terrà presso la Dimora Storica Villa de Grecis a Bari in via delle Murge 63. Le iscrizioni saranno aperte fino al 3 ottobre.

Per informazioni e prenotazioni invia un messaggio qui oppure greatsmokeandgoodfood@gmail.com

“Fidelio”

Particolare dell’interno

No non siamo sui navigli a Milano o a Trastevere, ma siamo nella Provincia BAT e Bisceglie nello specifico, una cittadina marinara a nord di Bari. Ero alla ricerca di un Franciacorta di Casa Caterina, il Cuvée 60 Nature Rosé Brut e l’ho trovato qui. L’ho cercato e l’ho trovato a Fidelio Vineria. Un locale che sembra preso di peso da una capitale europea e messo alle soglie del centro storico di Bisceglie. Sono rimasto incantato dalla atmosfera calda ed avvolgente in cui sono messe in mostra solo alcune delle innumerevoli etichette proposte. Non ho potuto fare a meno di chiedere e la serata degustativa che mi ero prefissato è diventata una esplorazione in questo luogo delle meraviglie. Fautore di tutto ciò è Ferdinando Garofoli, 33 anni, creatore di questo luogo di culto per gli appassionati del buon bere, al quale ho fatto tre semplici e banali domande:

Perchè Fidelio?

Il nome “FIDELIO” nasce dall’unione delle mie due grandi passioni: cinema e musica. Passioni che ho coltivato nel corso della mia vita studiando pianoforte e laureandomi in linguaggi cinematografici alla IULM di Milano.
Infatti, “Fidelio” non è solo il nome di un’opera di Beethoven, ma anche la parola d’ordine utilizzata da Tom Cruise in Eyes Wide Shut, nell’ultimo (capo)lavoro del Maestro Stanley Kubrick.
Una parola elegantissima che avrebbe conferito esclusività e raffinatezza.

Quante etichette contate e come sono suddivise?

La nostra cantina, in continua evoluzione frutto della ricerca quasi maniacale che quotidianamente porto avanti, conta circa 300 etichette suddivise tra bollicine italiane, champagne, vini bianchi italiani ed esteri, vini rossi italiani ed esteri ed un’ampia sezione dedicata ai vini naturali …dei quali sono un grande appassionato. Vini “vivi”, fatti nel rispetto della natura, del territorio, senza aggiunta di agenti chimici o solfiti, utilizzando solo lieviti indigeni, che trasmettono emozioni sempre nuove, di bottiglia in bottiglia.

Di chi è stata l’dea?

L’idea di intraprendere questa strada è stata la mia, ed è stata un’idea in cui ho creduto al 100% sin da subito. Devo sicuramente ringraziare la mia ragazza Roberta, la mia famiglia, i miei amici e tutto il mio staff che mi hanno sostenuto dal primo istante. Le vicissitudini della vita, non particolarmente fortunate, mi hanno portato a lasciare il mio lavoro e la mia casa a Milano per tornare qui a Bisceglie all’improvviso e dopo qualche anno facendo un lavoro che, seppur remunerativo, non mi dava alcuno stimolo ho deciso di mollare tutto e cominciare questa avventura. Roberta mi ha seguito subito, senza pensarci un secondo e adesso eccoci qui, ancora insieme, in una realtà che sta prendendo piede ogni giorno di più a svolgere il nostro lavoro con passione, amore, umiltà e tanta tanta allegria.

La serata ha avuto ovviamente un seguito eccellente in cui ho avuto il piacere di degustare alcuni dei piatti proposti da Fidelio con un servizio cordiale ed attento. Non parlerò del cibo ma del motivo che mi ha spinto a muovermi: il Casa Caterina Cuvée 60 Nature Rosé del 2015. Servito alla temperatura giusta, sembrava di essere in panetteria, i 60 mesi si sentivano tutti. Lievito, frutta secca e agrumi con sentori erbacei. La bocca rimane piena con percezioni balsamiche andando a strutturare il vino di grande personalità. Non facile ma molto cordiale e socievole nel farsi accompagnare da un Montecristo n.4.

La bottiglia

Evangelista Pice

Gavi di Villa Sparina “Limited Edition”

Prima di incontrare Evangelista (per gli amici Evi) Pice, creatore di greatsmokeandgoodfood.com e artefice di una piacevolissima serata nel cooking lab di quelle Cime di Web di Francesca e Valeria, non avrei mai pensato di accendermi un sigaro a stomaco vuoto, prima di cena. Per poi continuare a fumare, con una contentezza in volto che avrebbe forse ricordato “Hannibal” di A-Team, tra un’azzannata famelica e risolutiva ad una melanzana ripiena di pesto di rucola, mozzarella e pomodorini semi-secchi e un’addentata non meno convinta ad un sognante tramezzino con prosciutto cotto alla brace, senape e brie.
Eppure è andata proprio così. E io che, avendo fumato solo un paio di sigari in tutta la mia vita, pensavo che si fumassero soltanto dopo pranzo! Dopo le presentazioni di rito mi sono lasciato convincere dal fumo rilassato di Daniele, insieme ad Andrea, e dalla gentile offerta di Evi, che mi porgeva un Por Larranaga Petit Corona, spiegandomene la provenienza cubana e istruendomi su vitolas, processi di manifattura e modalità di fumata.
Una volta tagliata la testa mi sono portato questo mareva dal profumo dolce e speziato tra le labbra e ho subito assaporato il gusto intenso del cuoio e del tabacco. I primi puff sono stati più che godibili e hanno rivelato un ottimo equilibrio tra una certa salinità mista a sentori di pepe e una nota zuccherina mai stucchevole, che poi sarebbe perdurato per tutta la fumata. Lo stesso equilibrio che ho poi riscontrato nell’assaggio del grande protagonista della serata: il Gavi di Villa Sparina “Limited Edition”, un formato magnum dal look vintage su cui campeggia l’etichetta con la bandiera italiana.

La serata


Questo vino della tradizione piemontese, prodotto interamente da uve cortese nella parte meridionale della provincia di Alessandria, come spiegato dall’aspirante sommelier Carmela Loragno, ha convinto praticamente tutti: fresco, bilanciatissimo, con sentori di fiori bianchi e note minerali che ben hanno accompagnato con viva soddisfazione e nostri sigari e antipasti (oltre a melanzane e tramezzini c’erano anche delle crudités di carota e delle schiacciatine da accompagnare con hummus di ceci e guacamole).
Il primo – delle strabilianti trofie fatte a mano da Francesca e Valeria e poi condite con sughetto di pomodorini gialli, capocollo croccante e stracciatella – è stato invece accompagnato da un Riesling Trocken, il più secco della famiglia, prodotto da Hofstätter con le uve del Weingut “Dr. Fischer”. Un vino sicuramente più deciso del precedente, in cui l’acidità, la pietra focaia e un sentore di gesso non temono di farsi notare.
Per concludere e rianimare la bocca dei piccoli cestini di pasta frolla ripieni di lemon curd, conditi con pezzetti di frutta fresca di stagione.

Domenico Saracino

Sushi Garden & Cigar

Nell’incantevole cornice della dimora storica di Villa de Grecis a Bari, ho trovato un angolo di Giappone in cui ho potuto gustare alcuni dei piatti tipici della cucina nipponica sapientemente preparati dagli chef di Shodai. Due nomi che sono una garanzia e che hanno dato luogo ad una fusione magica, e cioè il primo sushi garden nella città di Bari in cui è possibile anche fumare i nostri amati sigari.

I ristorante è allestito in una oasi verde in cui si vive una esperienza ovattata, lontani dalla frenesia del centro cittadino che dista appena qualche centinaio di metri dalla struttura. Il servizio impeccabile ti accompagna durante tutta la cena, il personale è sempre presente ed attento seguendoti con la massima discrezione servendoti i piatti preparati con estrema cura con prodotti freschissimi e gustosi. Il velario si presta, con la musica di sottofondo e le luci soffuse, ad una fumata degna del luogo. La mia scelta si è orientata su un Trinidad Ingenios Edicion Limitada 2007, un sigaro con qualche anno sulle spalle, ma portati benissimo ed è stata condizionata ovviamente dal pasto a base prevalentemente di pesce crudo e posso dire che è stata molto azzeccata. L’Ingenios è un Cervantes 42×167 mm, un puros in cui tutte le foglie sono cubane. Il sigaro è stato molto delicato con una evoluzione lieve, lenta e costante, con sapori leggermente amaricanti e sapidi con blandi aromi di frutta secca. La combustione è stata impeccabile e la cenere piacevolmente chiara e compatta. Sono tornato a casa estremamente soddisfatto e posso con certezza affermare che è una esperienza da provare.

Evangelista Pice

Nat Sherman, la fine di una Era!

fonte dal web




La notizia è stata annunciata in un comunicato stampa che la società non sarà più nel settore dei sigari …

Oggi, 4 agosto 2020, Nat Sherman ha annunciato che chiuderà Nat Sherman International, LLC. Cigar Business. Sia il commercio all’ingrosso che la Townhouse cesseranno di funzionare entro la fine di settembre 2020.

Nell’ottobre 2019 la società ha annunciato che stava “esplorando le opzioni per Nat Sherman International, LLC. tra cui una potenziale vendita. “

“Abbiamo lavorato duramente per trasferire con successo Nat Sherman International in una nuova casa, la pandemia di COVID-19 ha creato nuove sfide che purtroppo erano troppo grandi per essere superate”, ha dichiarato Jessica Pierucki, direttore generale, amministratore delegato di Nat Sherman. “Questa decisione non riflette in alcun modo le persone incredibili che hanno lavorato per costruire gli affari di Nat Sherman International o la qualità dei prodotti”.

“La guida di quello che è diventato l’ultimo capitolo di Nat Sherman International negli ultimi nove anni è stato l’onore di una vita”, ha dichiarato Michael Herklots, vicepresidente di Nat Sherman International. “Abbiamo raggiunto i nostri primi obiettivi di ristabilire l’eredità del business dei sigari premium di Nat Sherman International. Sarò per sempre grato a tutti i nostri dipendenti, attuali e precedenti, nonché ai nostri partner di produzione, che hanno lasciato tutto sul campo giorno dopo giorno per far crescere questo business nel corso dei nostri 90 anni di storia. Sono ugualmente grato agli incredibili rivenditori, grossisti, distributori e consumatori che hanno investito nei nostri prodotti e li hanno apprezzati. Speriamo che i nostri sigari premium vivranno negli humidor dei nostri più grandi fan e apprezzati con affettuosi ricordi per molti anni a venire. ”

Fonte: web

Quarant’anni di bollicine portate bene

Il D’Araprì Rosè dà il via alle esperienze di gusto a Cime di Web

Mettete un posto in cui ci si sente davvero a casa, una buona compagnia, una serata estiva di quelle piacevoli, non troppo calde. Condite tutto con buon cibo e bagnate con delle bollicine di qualità. Il risultato non potrà che essere un’esperienza davvero gustosa.

È quello che è successo qualche giorno fa a Cime di Web, un cooking Lab, in cui è possibile imparare a cucinare qualsiasi cosa, conoscere ricette della tradizione di questa o quella regione, ritagliarsi un momento di divertimento con gli amici ai fornelli, soprattutto un posto che si anima dell’entusiasmo e della gentilezza delle due padrone di casa, Francesca Solarino e Valeria Mannatrizio

Sono state loro ad aprire le porta di questa “cucina”, facendoci sentire come a casa, perché le anime belle, alla fine, riempiono i luoghi con la loro energia e lo avverti subito.

E se è vero che il cibo è prima di tutto condivisione, convivialità, noi lo abbiamo fatto di fronte a un tagliere di formaggi:

Camembert di capra, azienda Carozzi (Lombardia).

È un formaggio a crosta fiorita, sottile e bianca. La pasta è morbida, liscia e cremosa. Il sapore è piacevole, dolce e delicato con sfumature aromatiche. 

Blu 61 – La Casearia Carpenendo (Veneto) .

Il formaggio Blu 61 è un erborinato di latte di mucca, realizzato mediante affinamento in vino Raboso passito e mirtilli rossi.

Re Priamo – Amalattea (Sardegna).

Re Priamo, formaggio da latte di capra a coagulazione presamica, pasta cotta, di lunga stagionatura, pasta dura.

L’occasione è stata quella di conoscere uno spumante metodo classico di una cantina pugliese. Sì, di San Severo, in provincia di Foggia. Non siamo in Franciacorta e nemmeno nella zona del Prosecco, ma siamo proprio in quella Puglia che forse poco conosce anche se stessa e le sue potenzialità.

Ed è proprio questa cantina a rappresentare, oggi in Italia, un’eccellenza nella produzione di bollicine secondo il metodo classico della rifermentazione in bottiglia. Si chiama D’Araprì, dalle iniziali dei nomi dei tre soci che hanno creduto in questo progetto più di 40 anni fa. Un sogno che viaggia sulle note di quella musica jazz tanto cara ai suoi sognatori, e che ha portato, negli anni, a creare una sinfonia di spumanti molto apprezzati nel nostro Paese e non solo.

E se per le loro creazioni, i soci D’Araprì utilizzano Cuvèe di Bombino Bianco e Montepulciano, con il Sanseveria Rosè, hanno voluto azzardare con un altro vitigno autoctono, superando se stessi. E hanno dato vita a una bollicina notevole, spumantizzando al 100% uve Nero di Troia. Una follia, avrebbero pensato in molti, una piacevole sorpresa nella realtà.

Il risultato è stato presentato in una bottiglia commemorativa, che ha festeggiato l’anno scorso, i 40 anni della cantina, con uno spumante che si presenta elegante nel colore e nel fine perlage, e che si lascia bere con facilità, pur non nascondendo la sua anima vinosa e fiera.

Ad accompagnare il clima di convivialità un Hoyo de Monterrey Epicure n.2 invecchiato 5 anni. Un Robustos (50×124) che non poteva essere più azzeccato nell’abbinamento con lo spumante, un sigaro che ha offerto una fumata elegante e soave, dagli aromi delicati con una forza poco marcata adatta a seguire sempre un passo indietro il protagonista della serata. Costruzione esemplare, riempimento giustamente calibrato e aromi perfettamente amalgamati fra di loro nei 5 anni di invecchiamento, il sigaro è stato un ottimo gregario dello spumante.

Un’esperienza insolita, quella della scorsa sera a Cime di Web, insolita come rendersi conto che la Puglia è nella top ten in Italia per la produzione delle migliori bollicine con metodo classico, insolita come vedere spumantizzato un vino che per decenni è stato considerato un vino da taglio, insolita per l’accostamento a un sigaro, insolito, sì, ma possibile e in certi casi, sorprendentemente piacevole.

Carmela Loragno e Evangelista Pice

Allones n.2 EL2019

Il prossimo Agosto vedrà il lancio dell’ultima EL2019. Il Ramon Allones “ALLONES N.2” L’evento si terrà nel Regno Unito ed avrà una connotazione molto particolare a causa delle restrizioni imposte per il COVID-19, sarà in parte reale ed in parte virtuale.

Il lancio programmato da Habanos S.a. , prevede, ovviamente, la degustazione del Ramon Allones Allones No.2 EL 2019, accompagnato da cioccolatini personalizzati e Cognac Hine.

La vitola

La presenza del n.2 potrebbe indurre a paragonare il Ramon Allones EL 2019 ad altri sigari che del numero hanno fatto i portabandiera del marchio, vedi il Montecristo n.2, il Partagas P2, H. Uppmann n.2, ecc, tutti Piramides 52×156 mm. L’Allones n.2 invece mantiene il cepo (52) e la forma, ma il largo risulta essere 140 mm quindi più corto, un Campanas. Come ogni Edizione Limitata il sigaro sarà arrotolato con foglie di tabacco invecchiate almeno due anni. Il box laccato contiene 10 sigari.

Evangelista Pice